una volta, intervistando nota scrittrice, e parlandole dei cazzi miei invece di farle domande sui suoi, le dissi che secondo me ci voleva la pena di morte per quelli che ti lasciano e non ti spiegano perché. lei rispose: «per me invece ci vorrebbe per quelle che pretendono di sapere perché»
— guia (via beautypaysoff)
plettrude:(sti uomini… sempre a cercar della figa e poi non ce n’e’ mai uno a disposizione quando serve!)
(batchiara, via chat)
(oppure ti dicono “dammi un mese che mollo la morosa per te!”. al che il ghigno satanico e il conseguente sollevamento del sopracciglio nell’universale espressione “ma sei scemo?!” diventano una paresi fissa)
Io un uomo che si impegna su una scadenza e dichiara “un mese” non l’ho mai incontrato. Di solito regalano dei meravigliosi “La lascerò!!” cosi’ soffusi di speranza, cosi’ epici, cosi’ rigonfi di promesse.
No ma, io vi adoro proprio :D
Possibile che nessuno si accorga di quanto io esponga il mio cuore? A nessuno viene un senso di protezione, una voglia di prenderlo tra le mani delicatamente e di tenerlo al caldo vicino a sè?
Per far in modo che non si raffreddi, che non si sporchi, che non perda quel battito, quella luce.
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pensieri notturni (via livestrong) (via littlechini)
Niente altro da aggiungere.
Si può vivere anche senza un rene, figuriamoci se non si può vivere senza un uomo.
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la bionda, live in cph. (via strepitupido)
(bisogna, ovviamente, contestualizzare il concetto. Però si. Confermo)
(via blondeinside)
Anche perché per poter essere davvero utili, ce ne vorrebbero almeno una dozzina.
(via batchiara)
Standing ovation per Batchiara
se non temessi di venire picchiata da un paio di michetti intolleranti al calco persino più di me direi che non se ne cresce mai davvero fuori, e che le uniche storie che contano sono quelle che proprio non vanno, e che ci sarà una ragione se il dramma d’amore più noto al mondo ha per protagonista una quattordicenne (no, non la baldracca che muore di tisi, la veronese che muore d’equivoco.)
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Guia Soncini » Archivio del blog » Che puoi firmare le giustificazioni quando avrai bigiato (via plettrude)
Like solo per la parentesi

atuna:laughliketheresnotomorrow:Carl & Ellie forever. :”>
Mò v’o dico (che non so come si scriva ma so come si dice) io continuerò a rebloggare ciò che voi posterete di Up. Sì, è un avvertimento, non vi libererete dei miei reblog tanto facilmente :)
io sono anche per l’extrema ratio dello smantellamento account: quando accedi e ti rendi conto che sono più le persone con cui NON vuoi parlare di quelle che ti vanno a genio, meglio adottare alla svelta una soluzione definitiva.
La settimana scorsa ho scritto un articolo su It’s complicated, il film di Natale di Nancy Meyers, in cui Meryl Streep, divorziata da Alec Baldwin e flirtante con Steve Martin, ricomincia a inciuciare con l’ex, col vantaggio di essere lei, stavolta, quella clandestina (e di rendere infine cornuta la squinzia tonica per cui lui la lasciò – ci pensa il karma, mi han detto così.) Mi sembrava una dinamica perfetta: se proprio bisogna riscaldare delle minestre, almeno farlo di nascosto, almeno far soffrire la (riposante, per chi la decide) non ufficialità, almeno prendersi per sé il ruolo di «Mah non sono sicura forse mi piace di più quell’altro», almeno tenersi un fidanzato perbene, ché per gli sport estremi senza materasso di sicurezza non si ha più l’età, dopo una certa età.
— Guia Soncini » Archivio del blog » Ripescaggi d’altura (via plettrude)
Eh si: noi siamo più di loro. Per ogni uomo ci sono sette donne e mezza in stand-by, pronte a scagliarsi tra le sue braccia. Ed è chiaro quindi che ogni tanto cadono nel vuoto, si lanciano a corpo morto e precipitano a terra spalmandosi come fette di pane e Nutella.
Che fare? Adeguarsi…
— L. Littizzetto (via odercniem) (via plettrude) (via blondeinside)
Mister mi ha appena consigliato di diventare fan del blog della fidanzatanuova su FB. Voglio il tasto “COLCAZZO”.
Se un uomo ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo di te…. non gliene frega un cazzo di te davvero!
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dal titolo di un post (via kevantha)
Kevantha è il mio nuovo Guru (via batchiara)
E quindi non è rilevante chi faccia la prima telefonata e quanto tempo dopo, o cosa ci si dica, o quanto a lungo si menta al resto del mondo. Importa solo quel momento inaspettato in cui ci si è incrociati e non ci si è imbarazzati, non si è distolto lo sguardo per rancore, non ci si è arrotolati in balbettii sentimentali o recriminazioni assortite o strascichi superflui. Quell’istante perfetto e irreversibile in cui, semplicemente, è capitato. Ci si è visti.
— Guia Soncini (via yt) (via sileggetambler)
Il principio è lo stesso: che a spezzarsi sia una gamba o il cuore, hai bisogno di un periodo di immobilità assoluta e poi di una lenta rieducazione. Che ti insegni di nuovo a fare piccoli passi, a prendere la misura, a saggiare ogni gesto sfidando la soglia del dolore.
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Rieducazione | Millimetrica (via plettrude) (via rosesandcherubim) (via blondeinside)
Eh.
a me la domanda “perché sei single?” mi pare una cretinata mostruosa. voglio dire, non è che passo la vita a scartare uomini più o meno perfetti per il gusto di rimanere single. sono single perché la congiunzione astrale
evento 1: trovo qualcuno che mi piace
evento 2: trovo qualcuno a cui piaccio
evento 3: evento 1 ed evento 2 avvengono contemporaneamente
non si è ancora verificata, o si è già verificata in passato, ma con conseguenze più o meno catastrofiche, e adesso son qui che faccio altro in attesa che i pianeti (o chi per loro) si riallineino come si deve un’altra voltaPerle di saggezza via skype della danese.
Ma c’è ancora chi lo chiede? Santissima miseria. Sarebbero da studiare tutta una serie di fantomatiche e improbabili risposte, pronte da giocarsi quando il caso lo richiede.
come alla fine di qualunque cosa abbia segnato la nostra vita per un periodo, quando si sente quel dolore dentro, e lo si culla, quasi. lo si coltiva. perchè sembra l’unica maniera per convincersi che è qualcosa di importante, di vero, che ne vale (o che ne è valsa) la pena. che non è stato tempo perso. non so, credo che questo dica molto su di noi come specie. questo, e la capacità quasi miracolosa di riuscire, qualche tempo dopo, a farsi scorrere via ogni cosa (beh, quasi), pronti a essere fregati di nuovo. nonostante tutte le volte in cui si crede di aver imparato abbastanza.
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il breve post mediamente triste di fine ottobre (via blondeinside)
pronti a essere fregati di nuovo. nonostante tutte le volte in cui si crede di aver imparato abbastanza
(via batchiara)
Eggià